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6 Giugno 1944 - D-Day, il giorno più lungo

di Federico Borsari - 7 Giugno 2026

(Credit: Regio Studio storico)

E anche quest'anno, qui in Italia, la ricorrenza del D-Day (in italiano: Giorno-G) è passata completamente sotto silenzio, totalmente ignorata da tutti.
Ottantadue anni fa, sulle spiagge francesi della Normandia, sbarcarono migliaia di militari alleati, che da lì iniziarono una lunga marcia che portò alla liberazione dell'Europa dal Nazionalsocialismo, comunemente denominato "Nazismo". Il 22 Gennaio precedente era avvenuto, in Italia, lo sbarco alleato ad Anzio. Nel Febbraio del 1945, infine, le armate sovietiche scateneranno l'offensiva orientale che le porterà ad arrivare a Berlino dove, il 30 Aprile seguente, il Führer, rinchiuso nel bunker della Cancelleria, si sparerà un colpo di pistola alla tempia, non prima di aver "fatto suicidare" la propria compagna, Eva Braun, con una capsula di cianuro.

Tutti gli anni, ormai da oltre sessant'anni, molti di quei soldati alleati che parteciparono allo sbarco del D-Day (Statunitensi, Canadesi, Inglesi, Francesi...), che ebbero la fortuna di non cadere sotto il fuoco tedesco e che nei mesi seguenti furono protagonisti dell'avanzata alleata in Europa Occidentale, tornano in Normandia per ricordare quel momento.
Sono rimasti molto pochi, ormai, e si aggirano intorno alla veneranda età dei cento anni, ma per nessun motivo al mondo mancherebbero a tale ricorrenza, che si celebra sempre nel piccolo borgo di Saint-Mère-Eglise (Santa Madre Chiesa), che fu il primo villaggio "liberato" dopo lo sbarco.


(Credit: D-Day History)

Morti anche questi pochi ultimi eroi, non rimarranno più testimoni dell'evento e, giocoforza, il ricordo lentamente svanirà, e sarà il destino della nostra Storia, come di tutte le storie.
Ma costoro sono quelli che, quel giorno, hanno iniziato gli scavi per porre le fondamenta di quell'Europa, più o meno unita, imperfetta (tutte le cose fatte dagli uomini sono difettose) e talvolta confusionaria che ci ritroviamo oggi ma che, tutto sommato, ci ha consentito per ottant'anni (e ci consente tuttora) di vivere in pace con gli altri e che consente a tutti di esprimere le proprie opinioni ed idee, compresi i vari gruppi/partiti neonazisti e coloro che dell'anti-europeismo hanno fatto (anche qui da noi) bandiera per scopi bassamente politici e "di bottega". A costoro ricordiamo che, senza gli eroi del D-Day, la storia del nostro continente avrebbe potuto svolgersi in modo ben diverso:
(dal Film "Vaterland" (1994) di Christopher Menaul, dall'omonimo romanzo (1992) di Robert Harris).