R.A.F., Camogli, Edinburgh of the Seven Seas. Trova l'intruso!
di Federico Borsari - 12 Maggio 2026
(Credit: APTNews)
La vicenda della nave
"Hondius", battente bandiera olandese, in navigazione dalla Terra del Fuoco (Argentina) alle isole Canarie (Spagna) attraverso l'Oceano Atlantico sta occupando le pagine dei media mondiali per via di un focolaio epidemico, sviluppatosi a bordo, del virus "Andes" (che appartiene alla famiglia degli "Hantavirus") che ha provocato diversi casi della malattia ed alcuni decessi.
Durante la sua crociera, e nonostante il manifestarsi dei primi casi e decessi, la nave ha toccato diversi porti nei quali ha sbarcato alcuni passeggeri (tra cui quattro italiani, attualmente sottoposti a quarantena e sorveglianza sanitaria presso le rispettive abitazioni) che hanno poi fatto ritorno nei loro Paesi per mezzo di voli aerei. La nave, posta in quarantena dalle autorità spagnole, ha infine (ieri) fatto sbarcare i passeggeri, senza approdare, a Tenerife, dove tutti sono stati sottoposti ai dovuti controlli e, in condizioni di isolamento sanitario, trasferiti con voli aerei di sicurezza nei rispettivi Paesi di appartenenza.
Durante il suo viaggio, la Hondius ha sostato anche di fronte all'isola di Tristan da Cunha, dove ha fatto sbarcare un passeggero, che è risultato poi positivo al virus. Nella foto sotto (Credit: www.tristandc.com), la nave ancorata di fronte all'isola:

In seguito a questo evento, le autorità sanitarie britanniche (l'isola di Tristan da Cunha è territorio inglese) hanno organizzato una "spedizione di soccorso" per i residenti, spedizione alquanto "impegnativa" poiché l'isola è il luogo abitato più -letteralmente- "isolato" del Mondo ed hanno inviato (paracadutandoli) due medici militari, alcuni militari di supporto logistico ed una grande mole di materiale sanitario, tra cui molte bombole di ossigeno. Tutto, persone e materiale, è stato destinato all'ospedale dell'isola, che si chiama "
Camogli Hospital".
Ma perchè l'ospedale dell'isola più "lontana dal Mondo" si chiama "Camogli", e perchè sono state paracadutate tutte quelle bombole di ossigeno rispetto all'esiguo numero di abitanti dell'isola (al 3 di Maggio scorso erano 220 di cui 106 maschi e 114 femmine)?
L'isola, Tristano e Glass
L'isola in questione è, sic et simpliciter, un vulcano (ancora in attività) con attorno un paio di aree pianeggianti formate dalla lava delle eruzioni e fa parte di un minuscolo arcipelago formato da essa (che è la più grande) e da altre isolette disabitate che si chiamano Inaccessible (nomen omen) Island, Nightingale Islands e Gough Island.
L'isola deve il suo nome al navigatore portoghese Tristão da Cunha, che nel 1506 se la trova improvvisamente davanti mentre naviga verso il Capo di Buona Speranza. Tristano non sbarca, fa solo un giro intorno all'isola, ma tanto basta per "battezzarla" con il suo nome.
Da quel momento, pur riportata sulle carte nautiche, l'isola rimane "ignorata" per tre secoli e, tranne un paio di spedizioni olandesi che vi si riforniscono di acqua e qualche "sosta tecnica" di navi baleniere, nessuno vi pone piede fino ai primi anni dell'Ottocento.
Nel 1811, i primi ad arrivare ed a stabilirsi sull'isola sono due marinai statunitensi, Jonathan Lambert e Andrew Millet, a cui si aggiunge un italiano di Livorno, Tommaso Corri.
Nel 1815, dopo la sconfitta di Waterloo, Napoleone Bonaparte viene esiliato presso l'isola inglese di Sant'Elena, ma agli Inglesi questo non basta; essi vogliono creare attorno all'ex Imperatore francese un "cordone di sicurezza" a prova di qualsiasi evasione ed è così che, il 14 Agosto 1816, sbarcano una guarnigione militare su Tristan da Cunha e ne prendono possesso per evitare che l'isola, nonostante sia lontanissima da Sant'Elena, possa servire ai Francesi come base per organizzare un'altra "fuga" del Bonaparte. Gli Inglesi, come si sa, sono meticolosissimi e non lasciano nulla al caso, anche perchè l'isola era stata "attenzionata" dagli Stati Uniti d'America qualche anno prima e l'eventualità di avere gli Yankees come "vicini di casa" sull'Atlantico agli Inglesi non andava proprio giù.
Ovviamente, i soldati inglesi sono "accompagnati" anche da diversi "civili" (in tutto una sessantina di persone), i quali realizzano un villaggio su una delle due pianure esistenti, nello stesso luogo dove ancora oggi risiedono gli isolani. Nel 1817 la guarnigione militare viene ritirata e tutti dovrebbero ritornare in Inghilterra, ma uno dei militari, William Glass, assieme alla moglie (che aveva conosciuto e sposato in Sudafrica) decide di fermarsi; assieme a loro rimangono sull'isola anche un paio di operai. William Glass è considerato il "fondatore" della comunità di Tristan da Cunha, visse sull'isola con la moglie fino alla morte, avvenuta nel 1853, ed ebbe sedici figli (otto maschi ed otto femmine). E' tuttora sepolto nel cimitero dell'isola.
Glass fu nominato dal Governo Inglese come primo "Governatore" dell'isola ed è a lui che si deve la prima "regolamentazione" civile dell'isola, che divenne una specie di "comune" le cui regole principali (che sono in vigore ancora oggi) erano che il lavoro, le spese ed i guadagni dei componenti la comunità dovessero essere divise in parti uguali tra tutti i residenti, la conseguente abolizione della proprietà privata e, amministrativamente, che le decisioni dovessero essere prese collegialmente da tutti.
Nonostante la numerosa figliolanza, Glass non era uno sprovveduto e sapeva benissimo che una comunità "chiusa", soprattutto su di un'isola, non può sfuggire ai danni genetici della "consanguineità", cioè al fatto che le unioni sessuali tra consanguinei comportano un aumento dei "disordini genetici" e dei "difetti congeniti" nei discendenti. Per ovviare a questo (molto) grave problema, che in casi limite può, pur se in tempi molto lunghi, portare all'estinzione di una comunità, Glass, pur empiricamente, sapeva che bisognava portare "sangue nuovo" sull'isola e fu per questo che chiese, ed ottenne, dal Governo Britannico, l'arrivo di nuove persone, nella fattispecie diverse donne nere africane, che a partire dal 1827 andarono ad "integrare" e "rinnovare il sangue" della comunità di Tristan da Cunha che da quel momento cominciò a crescere e svilupparsi.
Ma William Glass non tenne conto di una cosa, cioè del fatto che sia lui che la moglie erano ASMATICI... e qui possiamo cominciare a capire il motivo di tutte quelle bombole di ossigeno paracadutate sull'isola due giorni fa dalla Royal Air Force.
I secoli seguenti e l'arrivo dei "Liguri"
L'insediamento tristaniano, nei decenni seguenti, divenne importante come base di sosta e rifornimento per i bastimenti che facevano la spola tra l'Europa e l'America Latina e per quelli che dall'Oriente dovevano circumnavigare l'Africa (non esisteva ancora il Canale di Suez e si andava a vela); nel frattempo, la popolazione dell'isola aumentava grazie sia all'immigrazione favorita dal Governo Inglese, sia agli esiti di diversi naufragi che avvenivano in quella zona, assai pericolosa, di mare. Nel 1836 arrivarono quattro naufraghi: Willem Groen, olandese (che cambiò il cognome in "Green"), gli americani William Daley e Thomas Rogers ed il danese Peter Miller; tutti si stabilirono sull'isola e convolarono a nozze con alcune delle figlie di Glass. Nel 1849 arrivò Andrew Hagan, che sposò un'altra figlia di Glass. Negli anni precedenti erano anche arrivati Alexander Cotton e Thomas Hill Swain.
Tra "fondatori" e nuovi arrivi, verso la metà dell'Ottocento, la popolazione di Tristan da Cunha contava una settantina di persone, nella maggioranza di sesso maschile ed il villaggio si era "organizzato" con i primi basilari servizi tra cui, ovviamente, la chiesa (di culto Anglicano, of course), che era retta da un Pastore "volontario" mandato da Londra. In quegli anni, però, le grandi rotte atlantiche stavano via via perdendo la loro importanza per via dell'avvento della propulsione a vapore e della costruzione del Canale di Suez (che evitava la circumnavigazione dell'Africa); fu così che nel 1857 avvenne la prima grande "emigrazione" dall'isola e quasi due terzi degli abitanti si trasferirono nella città "continentale" più vicina (solo duemilaottocentodieci chilometri), Città del Capo. La ventina dei tristaniani rimasti, figli e nipoti di Glass, Green, Daley e Rogers, caparbiamente, decise di resistere e, coltivando patate e pescando pesci ed aragoste, continuò ad abitare sull'isola continuando, ovviamente, a riprodursi con evidenti ed inevitabili "incroci" di consanguineità.
Fu nel 1867 che, in seguito ad una visita in loco del Duca di Edinburgo, il piccolo villaggio dell'isola fu "battezzato" con il nome che porta ancora adesso: Edinburgh of the Seven Seas (Edinburgo dei Sette Mari) anche se, localmente, viene chiamato "the settlement" (l'insediamento); a quell'epoca, i Tristaniani erano un'ottantina, tutti parenti ed "incrociati" tra di loro (come è anche adesso, peraltro).
Nel 1892 arrivano gli Italiani o, per meglio dire, i "liguri".
Andrea Repetto e
Gaetano Lavarello, originari di Camogli (ecco qua il primo "gancio" con il borgo ligure), sono due marinai della nave "Italia", che trasporta carbone dalla Scozia verso Città del Capo. Il bastimento, a causa di un incendio a bordo, rischia il naufragio ma il Capitano, il genovese Rolando Perasso, riesce ad avvicinarsi a Tristan da Cunha e lo fa arenare; i Tristaniani soccorrono ed ospitano i naufraghi, tutti genovesi e liguri, finché, dopo qualche mese, arriva la nave per riportarli in Patria. A quel punto, Repetto e Lavarello, come avevano fatto in precedenza Glass e la moglie, rifiutano il "passaggio" e decidono di rimanere sull'isola. I loro discendenti ci sono ancora oggi.
Nei decenni seguenti, la popolazione dell'isola rimase abbastanza stabile; qualcuno moriva, qualcun'altro nasceva (sempre incroci di consanguineità) e la vita scorreva sempre secondo le regole comunitarie stabilite in origine da Glass: niente proprietà privata, ripartizione equalitaria di spese e proventi, niente denaro (né banconote né monete) ed utilizzo del "baratto" per quei rarissimi "scambi" commerciali (a livello di "io dò una cosa a te, tu dai una cosa a me") che avvenivano tra le famiglie dell'isola che, tra l'altro, erano (e lo sono tutt'ora) strettamente imparentate tra di loro. L'economia locale, sempre di essenziale sussistenza, rimaneva, comunque, basata sulla coltivazione delle patate (il clima non consente la coltivazione di altro) e sulla pesca di pesci (pochi) ed aragoste (molte).
Durante il Secondo Conflitto Mondiale, l'esercito britannico installò sull'isola una stazione di avvistamento e comunicazione che serviva a "monitorare" i movimenti della flotta tedesca nell'Atlantico. Fu in quell'epoca che, per riuscire a "pagare" il personale militare della base, venne introdotto nell'isola il "denaro contante" (Sterlina Inglese), che esiste ancora oggi ma che è praticamente inutilizzato per gli scambi interni. Furono, infine, i militari a costruire un ospedale da campo sull'isola, il primo ospedale di Tristan da Cunha, che rimase attivo fino al 1971, quando fu realizzato il primo "Camogli Hospital".
Esodo totale e la "Maledizione di Tristano"
Nel 1961 avvenne il secondo esodo, questa volta "forzato", dall'isola.
Il vulcano, che fino ad allora aveva "dormicchiato", nell'autunno di quell'anno (ma qui da noi era Primavera) decise di svegliarsi e diverse eruzioni, con annessi terremoti e colate laviche, resero necessaria l'evacuazione totale degli abitanti, che furono prelevati e trasferiti, alcuni in Sudafrica, altri in Inghilterra.
E fu questo avvenimento che portò alla luce quello che fino ad allora era rimasto sconosciuto (ma ben prevedibile), quello che molti studiosi hanno denominato "la Maledizione di Tristano".
Non appena trasferiti in luoghi "sicuri", i Tristaniani cominciarono a manifestare gravi problemi di salute, specificatamente di tipo respiratorio. Moltissimi, anche solo prendendo un banale raffreddore, ben presto si aggravavano fino a presentare sindromi influenzali gravissime a cui si associavano fenomeni asmatici critici che, in diversi casi, portarono alla morte di molti di essi.
Il fenomeno sorprese le autorità sanitarie britanniche, che immaginarono, con ragione, che una popolazione vissuta per generazioni TOTALMENTE ESENTE dal contatto con qualsiasi virus respiratorio NON AVESSE gli anticorpi necessari per combattere tali infezioni; inoltre, immaginarono, anche qui con ragione, che l'inquinamento (lo "smog") delle città, che i Tristaniani non avevano mai conosciuto né provato, fosse una delle cause scatenanti la patologia. Avevano ragione in entrambi i casi e così provvidero a "spostare" gli esuli in località costiere molto ventilate, non interessate dallo smog e dall'inquinamento ma -Surprise!- i Tristaniani continuarono ad ammalarsi (e a morire) presentando fenomeni asmatici sempre più preoccupanti.
La situazione stava diventando critica e fu così che il Governo Inglese, dopo aver mandato sull'isola una spedizione scientifica che accertò che il vulcano si era "riaddormentato", propose il ritorno. I Tristaniani, che, come abbiamo già detto, gestivano (e gestiscono tuttora) la loro comunità in modo totalmente democratico, indissero una consultazione in cui centoquarantotto di essi votarono a favore del ritorno e solo cinque decisero di rimanere. Fu così che, due anni dopo, nel 1963, con due "spedizioni" di rimpatrio, i discendenti di Glass, Green, Daley, Rogers, Repetto e Lavarello tornarono "a casa", riprendendo possesso delle loro antiche abitazioni e riprendendo la vita di sempre.
Ovviamente, il Governo Britannico li teneva d'occhio e ne monitorava costantemente la salute poiché voleva "studiare" a fondo il caso. Fu così che, negli anni a seguire, le autorità sanitarie, da una parte, notarono la pressoché totale scomparsa delle infezioni respiratorie ma, dall'altra parte, osservarono che le sindromi asmatiche NON scomparivano ma, al contrario, erano sempre ben presenti negli abitanti dell'isola, sorprendentemente anche nei bambini.
Bisognava andare a fondo del problema e capire cosa stava succedendo a Edinburgh of the Seven Seas.
Fu così che, nei primi Anni Ottanta del secolo scorso, tutti gli abitanti di Tristan da Cunha (ed anche tutti i cadaveri sepolti nel suo cimitero) furono sottoposti all'esame del DNA ed i risultati furono eclatanti: TUTTI, nessuno escluso (anche i cadaveri, a partire da quello di Glass e della moglie), rivelavano una predisposizione genetica allo sviluppo della sindrome asmatica bronchiale.
Questa particolarità ha fatto si che, oltre ad un monitoraggio costante, la popolazione dell'isola sia costantemente rifornita di ossigeno ed è per questo motivo che avere un individuo dell'isola "contagiato" dal virus "Andes" è un pericolo MORTALE per tutta la comunità tristaniana. Da qui l'intervento di emergenza che la RAF ha effettuato due giorni fa inviando personale e materiale sanitario sull'isola.
Ma torniamo a noi.
Dagli Anni Settanta ad oggi
Nell'immediato secondo dopoguerra, sull'isola fu realizzato uno stabilimento industriale per la lavorazione e l'inscatolamento del pesce (e delle aragoste); esso fu parzialmente distrutto dall'eruzione del 1961; ricostruito, è stato in attività fino al 2008, quando è stato distrutto una seconda volta a causa di un incendio (alcune fonti dicono che si sia trattato di una tempesta). Dopo questo avvenimento, non è stato ricostruito ed i Tristaniani hanno "concesso" ad un'industria sudafricana il compito di commercializzare il loro "pescato", a fronte della fornitura all'isola del corrispondente guadagno tramutato in beni di prima necessità.
Nel 1971, grazie ad una raccolta di fondi, il Comune di Camogli (Liguria - Italia), anche in memoria e ricordo dei suoi concittadini Andrea Repetto e Gaetano Lavarello, ha finanziato la realizzazione del "Camogli Hospital", che ha sostituito il vecchio ospedale da campo ed è stato funzionante fino al 2017, quando è stato realizzato il nuovo
"Camogli Healthcare Centre", attualmente operativo e presso cui è ricoverato il paziente interessato dal contagio dell' Hantavirus (Photo Credit: www.tristandc.com):

Attualmente, lo abbiamo già detto, l'isola conta 220 abitanti, è retta dalle stesse "leggi" di quando la comunità è stata fondata. Oltre all'ospedale, ci sono due chiese (una Cattolica ed una Anglicana), un "emporio" per la vendita di materiali, un "supermarket", un "bar-pub" dove si svolgono eventi e manifestazioni ed una scuola.
La coltivazione delle patate, che serve alla sussistenza locale, è ubicata a tre chilometri dall'abitato ed esiste un servizio di trasporto, tramite un autobus, per coloro che vi lavorano. L'allevamento, sempre per uso locale, è costituito da bovini ed ovini, il cui numero viene rigorosamente "contingentato". L'elettricità è fornita da gruppi elettrogeni. Esiste una stazione radio per i collegamenti con il continente (Sud Africa); non esiste la rete telefonica, ma i collegamenti internet sono garantiti, da qualche anno, dalla rete satellitare "Starlink" (quella di Elon Musk).
Le attività economiche "esterne", cioè quelle rivolte all'estero, sono costituite, fondamentalmente, dall'emissione di francobolli per collezionismo e dalla commercializzazione di oggettistica ricavata da materiali naturali (come la lana ricavata dalle pecore locali) e/o di recupero; esiste anche una linea di "gioielleria" (anch'essa realizzata con materiali locali) che si chiama "I Tesori di Tommaso" (proprio così, in lingua italiana). Tutti i prodotti sono commercializzati, ed acquistabili, su Internet ma se li acquistate, prima di riceverli dovrete sicuramente attendere qualche mese.
Destinazione finale: se tutto va male, estinzione
Abbiamo già detto che attualmente (la settimana scorsa) la popolazione dell'isola è di 220 persone. Se consideriamo che nel Marzo 2016 gli abitanti erano 293, possiamo notare che, al netto di nascite e morti, in dieci anni la popolazione ha perduto 73 abitanti. Se va avanti così, nel giro di trenta-quaranta anni, l'isola di Tristan da Cunha ritornerà nelle condizioni precedenti al 1816, cioè deserta.
Per invertire la tendenza bisognerebbe, come era successo due secoli fa, che qualcuno (qualche decina di persone) decidesse di trasferirsi a vivere sull'isola, ma ciò è assai difficile per diversi e validissimi motivi, il primo dei quali comporterebbe la rinuncia alla vita moderna, alle comodità, agli agi, alle comunicazioni ed a tutto ciò che offre la vita continentale. Poi, chi accetterebbe, oggi, di trasferirsi in un posto dove la vita consiste, tutti i giorni, nel coltivare patate, pescare e riparare ciò che viene danneggiato dalle tempeste e dalle mareggiate? Chi sarebbe disposto a trascorrere la sua vita su una pianura perennemente spazzata da venti fortissimi, dove non cresce un albero, dove la temperatura media non sale mai sopra i sedici gradi, dove piove per 251 giorni all'anno e dove la percentuale di umidità gravita costantemente sull'ottanta per cento?
Chi accetterebbe, oggi, di vivere ogni giorno in una specie di prigione naturale, in cui la strada più lunga misura meno di tre chilometri, è l'unica che esiste e porta sempre nello stesso luogo (i campi di patate)? Chi sarebbe disposto a vivere in un luogo dove, ogni giorno, incontra sempre e dovunque le stesse persone (di cui prima o poi diventerà parente)? E, infine, chi vivrebbe, oggi, alle falde di un vulcano sperduto in mezzo al mare, con l'incubo perenne di un'eruzione che spazzi via tutto e dove le cose anche più banali per la vita (vestiti, accessori, oggetti, materiale d'uso quotidiano, ecc.) arrivano via mare UNA VOLTA al mese e se c'è mare mosso (quasi sempre) non possono essere portate a terra e si rimanda tutto di un mese?
E' quindi molto difficile, per non dire impossibile, che si possa invertire a breve la tendenza al graduale ed inesorabile spopolamento dell'isola di Tristan da Cunha poiché, anche se si dovessero trovare un paio di ardimentosi avventurieri disposti a farlo, ci si metterebbero di mezzo le leggi dell'isola, che sono oltremodo restrittive:
"Living on Tristan da Cunha, the most remote inhabited island in the world, is extremely difficult in 2026 because it is not possible to simply "move" there. The island is home to a closed community of about 250 British Overseas Territory citizens, and the Tristan da Cunha Island Council maintains strict control over residency. To live there, you must generally be born into one of the island's seven founding families or marry an islander. There is no private ownership of land; all land is communally owned and managed by the Council. For outsiders, the only way to reside on the island is to obtain a specific job contract for a role the community cannot fill locally, such as a doctor, teacher, or specialized engineer. These contracts are temporary and do not grant permanent residency. Furthermore, there is no airport; the only way to reach the island is a 6-day boat journey from South Africa on a vessel that only visits about 10 times a year. While you can visit as a tourist (with Council permission), permanent "lifestyle" relocation for outsiders is virtually non-existent in 2026."
In pratica, per risiedere laggiù bisogna essere "parente" di una delle sette famiglie "fondatrici" della comunità oppure ricoprire un incarico "professionale" utile alla vita comune (dottore, insegnante, tecnico, ecc.). Tutti gli altri (turisti, in primis, compresi) possono tranquillamente rimanere a casa propria.
Se da una parte queste norme sono esplicitamente formulate per "difendere" la specificità ed unicità della comunità tristaniana (d'altra parte, la superficie abitabile dell'isola non consente la presenza di più di un certo numero di persone), dall'altra impediscono l'arrivo di quel "sangue nuovo" che Glass, il primo fondatore, aveva esplicitamente richiesto due secoli or sono e grazie al quale la sua comunità si era potuta espandere.
La legislazione attuale tristaniana, voluta dagli stessi abitanti, purtroppo, cristallizza una situazione di endogamìa in cui gli abitanti dell'isola continuano (e continueranno) ad incrociarsi tra di loro, con tutte le conseguenze negative derivanti (compreso l'aggravarsi delle sindromi asmatiche genetiche e dei relativi problemi sanitari).
Gli abitanti di Tristan da Cunha sono stati per due secoli, e continuano ed essere oggi, degli EROI. Ma il tempo degli eroi è finito e, spiace davvero doverlo dire, se continueranno a mantenere il loro ormai anacronistico atteggiamento di "splendido isolamento", la loro meravigliosa avventura bisecolare è destinata, purtroppo, a finire molto presto.