Il "protocollo" è una serie di "atti" che stabilisce in che modo si "deve fare" una certa cosa. Il protocollo "diplomatico internazionale" è quella serie di norme che "regola" i rapporti diplomatici tra i Capi di Stato e/o tra i rappresentanti politici dei vari Stati del Mondo.
Anche se, da qualche tempo, la "gente" tende a togliere al protocollo una buona parte della sua importanza, definendolo perlopiù come una serie di "stupidi convenevoli" tra i potenti di turno, esso rimane un formidabile "grimaldello" per capire molto di più sul "come" si svolgono tali incontri. Anche la semplice "stretta di mano", se analizzata bene, può significare molto di quanto possano essere "lontane" o "vicine" le posizioni degli interlocutori. Durante il recente viaggio in Africa effettuato dal Pontefice Leone XIV, molti osservatori si sono scandalizzati vedendo il Papa stringere la mano ad alcuni Capi di Stato che non brillano per democrazia e liberalità (anche nei confronti dei Cattolici). A prescindere dal fatto che il Papa, proprio perchè tale, parla e si rapporta con TUTTI (siamo tutti fratelli), sono le modalità della stretta di mano che fanno la differenza.
Adesso guardate questa fotografia (Credit: Vatican Media):

Risale a quasi un anno fa, quando il Pontefice ha ricevuto in udienza (tecnicamente si chiama "Udienza di Stato") il Vice Presidente degli Stati Uniti d'America, James David Vance, ed il Segretario di Stato statunitense, Marco Rubio.
La fotografia è molto chiara: tra il Papa e gli ospiti c'è... la scrivania! Io sto di qua, voi state di là. Tra di noi c'è un "limes" (limite) ed i nostri colloqui, in questo caso, sono esclusivamente "ufficiali". Massima cortesia ed ognuno recita la sua parte, come vuole il Protocollo. Fine della storia.
Adesso guardate quest'altra fotografia (Credit: Vatican Media):

E' stata scattata questa mattina, quando il Pontefice ha ricevuto, anche qui in "Udienza di Stato", il Segretario di Stato statunitense Marco Rubio. Questo incontro è avvenuto dopo mesi di "strappi" (anche di cattivo gusto) avvenuti ad opera del Presidente U.S.A. Donald J. Trump nei confronti del Papa ed è stato ritenuto da molti come un "redde rationem" (dal Vangelo: rendere conto delle proprie azioni) tra la Chiesa Cattolica e gli Stati Uniti d'America (ricordiamo che Rubio, come Segretario di Stato, gestisce (o dovrebbe gestire) gli "Affari Esteri" e, quindi, anche i rapporti con il Vaticano).
Ebbene, in questa foto la scrivania (il limes) non c'è più, viene lasciata da parte per favorire un colloquio più "libero", più personale e più "diretto" (quasi a quattr'occhi) tra i due interlocutori. Non sappiamo -e non sapremo mai- cosa si sono detti, veramente, i due; immaginiamo, però, che cosa possa aver pensato Papa Leone XIV mentre faceva accomodare Rubio: "...e adesso, giovanotto, a noi due!".